Huun Huur Tu 30 luglio ore 21.30 - Nh Hotel Foro Italico @ NH Palermo, Palermo [30 luglio]

Huun Huur Tu 30 luglio ore 21.30 - Nh Hotel Foro Italico


99
30
luglio
21:30 - 23:59

 Pagina di evento
NH Palermo
Foro Italico, 90133 Palermo
HUUN-HUUR- TU (Tuva)

KAIGALl-OOL KHOVALYG — voce (khöömei, sygyt, kargyraa), igyl
RADIK TYULYUSH — voce (barbang-nadyr), byzaanchi, khomuz (jew’s harp)
ALEXEY SARYGLAR — voce (sygyt), tuyug (horse hooves), tungur (shaman-drum), igyl
SAYAN BAPA — voce (kargyraa, khöömei), toschpulur, chitarra, igyl

Musiche tradizionali della Tuva

La musica degli Huun-Huur- Tu può venire descritta solo come profondamente misteriosa. Ciò come diretta conseguenza del loro stile di canto armonico, figlio di una tradizione secolare che discende dalla repubblica di Tuva, nell’Asia centrale.
Una tecnica nella quale il cantante, sfruttando le risonanze che si creano nel tratto tra le corde vocali e la bocca, emette
contemporaneamente la nota e l’armonico relativo
(detto anche ipertono). Questa tecnica (in inglese throat singing) permette lo sviluppo di un universo del suono unico e coinvolgente, ricco di armonici sopra e sotto la frequenza fondamentale. Un altro elemento peculiare del gruppo è l’utilizzo di strumenti tradizionali come l’igil, il byzaanchi, il khommuz, il doshpuluur e il tuyug.

I membri di Huun-Huur- Tu si sono dedicati all’apprendimento di canzoni e di melodie antiche, ma allo stesso tempo le loro performance trovano risonanza anche nel mondo contemporaneo. Il percuotere ripetuto di una corda contro legno e pelle si trasforma in un disegno meditativo che sembra venire direttamente dall’avanguardia.
I discendenti di isolati pastori siberiani estraggono una musica stranamente universale da alcuni dei fenomeni acustici più singolari di questo pianeta.
A partire dai loro primi tour in Occidente, gli Huun-Huur- Tu sono stati quasi gli unici a introdurre al mondo esterno la ricchezza sconfinata delle tradizioni di Tuva, in particolare grazie alle loro superiori abilità musicali. Provenienti dai pascoli dei monti
Altai nel sud della Siberia centrale, sono musicisti che hanno trascorso decenni a perfezionare il canto armonico, gli approcci strumentali e le canzoni vibranti della loro madre patria.

Vestito in abiti tradizionali, l’ensemble si accompagna con strumenti a corda e percussioni, i cui ritmi sembrano evocare cavalcate nella steppa siberiana. I loro pezzi strettamente strutturati spesso imitano suoni naturali, di modo che una canzone può costituire una rappresentazione letterale di un paesaggio di Tuva.

Jon Sobel di Blogcritics Magazine ha descritto le loro performance dal vivo come composte da: “una musica calorosamente umana come qualsiasi stile folk, ma non tutto è khoomei. I quattro performer sono in grado di produrre ben sei o sette ben
distinte voci che cantano tra di loro. Accompagnandosi con strumenti a corda pizzicati e ad arco, percussioni, e scacciapensieri, emulano i ritmi biologici nelle canzoni: il battito cardiaco, la respirazione, una mente alla deriva nel mondo dei
sogni, e non meno importante (per una popolazione nomade), il trotto di un cavallo.
Le loro canzoni parlano di amore romantico, dell’amore per la propria terra, e (non da ultimo) dei cavalli, con stati d’animo che vanno dal lirico e riflessivo al gioioso al divertente e ballabile“.

Gli Huun-Huur- Tu sono stati fondati nel 1992 da Sasha Bapa, da suo fratello Sayan, e altri due musicisti, Kaigal-Ool Khovalyg e Albert Kuvezin, con l’intento di concentrarsi su “canzoni vecchie e dimenticate”, come amava dire Sasha. Sasha,
Sayan e Kaigal-ool erano fuoriusciti da uno dei più grandi gruppi di canto e danza Statali che erano diventati un’istituzione fissa della vita culturale pubblica durante l’era sovietica. Per decenni questi ensemble con le loro prestazioni scintillanti di musica folk o pseudo musica popolare avevano offerto l’unica possibilità per dei
giovani musicisti di suonare musica indigena per potersi mantenere. Dopo la privatizzazione degli affari musicali nell’ex Unione Sovietica, molti musicisti decisero di abbandonare questi ensemble statali e di formare i propri gruppi, con risultati musicali decisamente misti.
In un’intervista al produttore e critico americano Ted Levin, Sasha Bapa ha spiegato
il significato di ‘Huun-Huur- Tu’ come la separazione verticale dei raggi luminosi che si possono spesso vedere sui prati appena dopo l’alba o poco prima del tramonto.
Questa sembra essere una metafora dell’elemento-chiave del canto armonico della band che “consiste nel produrre un suono profondo in modo tale da creare una o due armoniche sostanziali. La prima armonica è un tono cantato nelle gamme medie,sovrastato da un suono come di fischio forte che il cantante alza o abbassa per
creare una sorta di strana melodia, modificando l’apertura della bocca”. Sotto questa luce ‘Huun-Huur- Tu possono effettivamente essere visti come una forza trainante nella divulgazione del canto armonico (o khoomei) negli ultimi decenni.
Tuttavia sarebbe un errore attribuire loro la nomea di solamente un gruppo folcloristico. Dal loro esordio per l’etichetta americana Shanachie nel 1993, hanno coperto molteplici mondi musicali. Nel 2002 un remix del loro brano “Eki Attar” è arrivato addirittura primo in classifica in Grecia, e nello stesso anno, il cd “Spirits of
Tuva” per la tedesca Jaro li vide remixati da dj di varie nazionalità. Hanno inciso con Kronos Quartet, il percussionista indiano Trilok Gurtu, il compositore classico russo Vladimir Martynov, il coro The Bulgarian Voices Angelite, il trio jazz Moscow Art Trio,la cantante di Tuva Sainkho, e con Ry Cooder hanno co-composto sei brani per la
colonna sonora di “Geronimo” di Walter Hill. Si sono esibiti inoltre assieme a Frank Zappa, The Chieftains, Johnny “Guitar” Watson e L. Shankar tra gli altri.

Biglietti: Posto unico € 12,00 prev. inclusa
Abbonati Nomos e soci Promoart: € 10,00 prev. inclusa

In vendita presso circuito Tick's — ticksweb.com
In vendita presso Botteghino Teatro Jolly,via D. Costantino 54
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