Jerusa Barros in concerto - Serata MultiEtnica Dorian al Tasmira @ Dorian al Tasmira, Palermo [18 febbraio]

Jerusa Barros in concerto - Serata MultiEtnica Dorian al Tasmira


165
18
febbraio
20:00 - 01:00

 Pagina di evento
Dorian al Tasmira
Via Rosario Gerbasi , 06, 90100 Palermo
Dorian Al Tasmira
Via Gerbasi 06
Info & prenotazioni 3807980615 — 3939773133
Start ore 20,00 apericena servita
Ore 21,30 Concerto Jerusa Barros
Ore 23,15 Balli Multietnici Kizomba, Salsa,Caraibico Curati dal maestro Sandro Santos e dalle selezioni musicale di C- Lex e Joele Cubanito

Per la prima volta sul palco del Dorian al Tasmira una delle voci regine del panorama ''Palermitano'' la capoverdiana Jerusa Barros, che aprirà dalle 21,30 la serata Multietnica curata dal Maestro Sandro Santos.

Quella che si prevede è una serata unica che spaziera tra il buon cibo, la musica dal vivo di Jerusa e dopo le 23,15 continuerà con i balli Multiculturali curati dal maestro Sandro Santos.

Jerusa Barros band
Capoverdiana di nascita e palermitana di adozione, Jerusa Barros è una cantante e cantautrice che rappresenta con la sua esperienza artistica e biografica una sintesi perfetta fra l'Africa creola e il cuore del Mediterraneo. La sua musica è intrisa tanto dei colori e dei ritmi capoverdiani quanto del calore dei suoni mediterranei, dando vita a una formula del tutto nuova per la canzone d'autore italiana.

Nata l'1 novembre 1977 a Sal, isola dell'arcipelago vulcanico di Capo Verde, si trasferisce a Palermo insieme alla madre all’età di 5 anni. Vive, cresce, studia e comincia a cantare in una Sicilia d’arte palcoscenico di complesse commistioni di culture che oggi vede emergere una scena artistica — e in particolar modo musicale — incontenibile.
Il rapporto con la musica è precoce e passionale: in famiglia si canta, si balla, si suonano diversi strumenti musicali e si ascolta tanta musica afro-americana, dagli standard jazz-blues di Ella Fitzgerald, al soul travolgente di Aretha Franklin a quello
romantico ed elegante di Stevie Wonder, passando per James Brown, Nina Simone, Michael Jackson e tanti altri.
Nel 1994, all’età di 16 anni, entra a far parte del coro “Gospel Project” di Palermo con cui sperimenta la dimensione corale, fisica e spirituale della musica gospel. La cantante ne diventa ben presto la solista e si esibisce in manifestazioni d'importanza nazionale, per un'esperienza che si rivelerà fondamentale per la sua identità artistica. Negli stessi anni inizia a esibirsi e sperimentare con band della città con cui spazia dal rock al blues al funk, e infine approda allo studio del canto Jazz.
Con la crescita si fa sempre più pressante il bisogno d’identità, di un ritorno alle proprie radici e di un allargamento di orizzonti. Intraprende un percorso di ricerca nella musica etnica e popolare. Un viaggio di scoperta e contaminazione nella tradizione e nell’innovazione. Dalle sonorità più vicine del Mediterraneo passando per la musica siciliana e araba e ritornando alla musica della sua terra d'origine. Fa sue in questo modo sia le canzoni del repertorio siciliano come quelle di Rosa Balistreri, sia quelle di Cesaria Evora, Teofilo Chantre, Ildo Lobo, Tetè Alinho, Mario Lucio e tutti i grandi nomi che hanno fatto conoscere la musica capoverdiana al mondo intero.
Questo periodo di grande crescita artistica si concretizza nel 2001, grazie alla forte intesa con il compagno di vita Francesco Cimino, con la fondazione della band «Cabeça Negra»: un trio (voce, chitarra e basso) con il quale la cantante si cimenta per la prima volta nella scrittura di canzoni, in particolar modo di testi in capoverdiano che parlano della sua vita, del suo essere di fatto straniera a Capo Verde e «doppiamente isolana», e di tutte le suggestioni a ciò legate: il Vento, il mare, la terra, il viaggio come condizione spirituale.

La riscoperta della lingua capoverdiana è di particolare importanza, tanto nella vita che nelle canzoni. Jerusa racconta: «Volevo parlare di me e della mia vita e ho iniziato a scrivere canzoni come „Estranjera cabverdiana“, che parla del mio essere straniera a Capo Verde, o „Em que lingua vou falar“, nella quale mi chiedevo in che lingua dovessi parlare quando ho incontrato a Capo Verde una sorella che non avevo mai conosciuto.”
E’ un mix riuscito di ritmi capoverdiani e suoni mediterranei nel segno di una world music originale e contemporanea e porta i Cabeça Negra su palchi importanti. Inoltre, la natura itinerante del progetto rende possibile nel 2003 il ritorno di Jerusa Barros nel paese di origine, dove si esibisce davanti a 10.000 persone al Festival di Sal. Il coinvolgimento emotivo è di straordinario rilievo: ritrova affetti lontani e inizia a collaborare con importanti autori e musicisti come Boy Ge Mendes, Tito Paris, Nancy Vieira, Lura.
Dal 2003 al 2008, i Cabeça Negra si esibiscono in diverse occasioni per le celebrazioni dell’indipendenza capoverdiana. L’impegno sociale per la solidarietà tra i popoli, diventato ormai parte integrante del gruppo, li spinge a partecipare al Progetto Europeo di Dialogo Interculturale 2008, culminato in un Viaggio per il Mediterraneo da Palermo a Corfù a bordo della nave Liberty Tug. Sempre nel 2008 i Cabeça Negra ottengono riconoscimento nazionale, vincendo l’Italia Wave Love Festival come migliore proposta etnica e si esibiscono nel luglio dello stesso anno allo stadio di Livorno.

Sull’onda del riscontro ottenuto, nel 2009 ha inizio un'importante collaborazione artistica con il produttore e musicista Fabio Rizzo, già molto attivo nella fervida scena palermitana, che si consolida con la produzione di un EP dal titolo „Jerusa Barros & Cabeça Negra“ contenente sei canzoni e presentato nel marzo 2010. Oltre a cinque brani autografi, nel disco è presente un riadattamento in italiano di un brano del cantautore capoverdiano Mario Lucio, „Maria nello specchio“.
Oggi Jerusa Barros è tornata in sala d’incisione per lavorare al suo disco d'esordio. L’album sarà realizzato tra la Sicilia e gli Stati Uniti, per un sound dal respiro internazionale. La produzione è affidata a Fabio Rizzo (che è anche il chitarrista del gruppo) in collaborazione col produttore americano JD Foster, noto per aver lavorato con artisti del calibro di Vinicio Capossela, Nancy Sinatra, i Calexico e molti altri. Un asse già collaudato quello tra i due produttori, che hanno combinato la propria estetica sonora nei dischi de Il Pan del Diavolo, The Second Grace, Black Eyed Dog e Canto Antico, contribuendo a delineare le caratteristiche di quello che oggi è riconosciuto come il “Palermo Sound”.
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