Sacro femminile in Sicilia. Ninfe d'acqua. Etnobotanica @ Arci Tavola Tonda, Palermo [dal 10 marzo su 20 maggio]

Sacro femminile in Sicilia. Ninfe d'acqua. Etnobotanica


290
10
mar
 
- 20
mag
10:30 - 20:30

 Pagina di evento
Arci Tavola Tonda
Cantieri Culturali alla Zisa - Capannone 18A - Via P. Gili n. 4, 90138 Palermo
Le Ninfe sono una figura storico-mitologica comune a tutto il Mediterraneo dal Paleolitico e che sopravvive — trasformandosi — fino all'età moderna: esseri tra l'umano e il divino, donne di conoscenza e antenate totemiche delle comunità che mantenevano la connessione tra il selvatico ed il civilizzato.
Tra le loro molteplici competenze, esse erano OSTETRICHE che guidavano ritualmente le donne nei momenti di passaggio importanti (menarca, gravidanza, parto, etc.); ERBORISTE ed APICULTRICI, conoscitrici di erbe medicinali e psicotrope; praticanti di CANTO, DANZA e PERCUSSIONI (sono le più antiche musiciste di cui si abbia documentazione nell’Isola); SACERDOTESSE che guidano la comunità delle/dei fedeli, che curavano attraverso gli stati non ordinari di coscienza utilizzando le PIANTE PSICOATTIVE, la DANZA, il RITMO, la VOCE, il RESPIRO.

Nel PRIMO incontro del percorso di studio abbiamo presentato la complessa e poliedrica figura di queste semidee mediterranee chiamate Ninfe.
Nel SECONDO abbiamo iniziato lo studio — teorico e pratico — del tamburo a cornice.
Nel TERZO incontro abbiamo iniziato a lavorare, con la Biosonologia, sulle frequenze sonore e sui loro effetti sulla fisiologia umana per accedere a stati non ordinari di coscienza grazie ai quali le Ninfe facevano scaturire visioni 'profetiche' o 'poetiche'.

Adesso ci prepariamo per il IV incontro:

7 aprile 2018
ARCHEOLOGIA DELLE PIANTE INEBRIANTI
a cura di Giorgio Samorini (autore e studioso di etnobotanica e antropologia delle droghe, Bologna)
dalle 17.30 alle 20.00

Le piante inebrianti sono state ovunque considerate un dono che le divinità fecero agli esseri umani per permettere la comunicazione con la sfera divina, con il mondo degli spiriti o degli antenati. Questa credenza ha portato all’elaborazione del mito d’origine della pianta inebriante, un mito a volte ben preservatosi nelle cosmogonie e nelle antropogonie delle popolazioni tradizionali, in altri casi rintracciabile in un racconto, una novella o un semplice aneddoto, come forma residuale folklorica degli antichi miti.
La storia della relazione umana con questo tipo di piante si perde nella notte dei tempi. Con lo scopo di ottenere un’ebbrezza, un’“alterità”, una “visione”, l’essere umano ha ovunque cercato ed elaborato fonti psicoattive, sino a creare piante totalmente nuove, attraverso l’assidua opera di coltivazione e selezione, quali sono stati i casi del papavero da oppio, della vite, della coca, del kava. Una ricerca dell’ebbrezza che, stando ai più recenti studi, ha aperto la strada verso l’acquisizione di importanti elementi culturali quali la cerealicoltura.
Da alcuni decenni gli scavi archeologici stanno rivelando un inatteso ruolo del territorio italiano e delle popolazioni che lo abitarono, nelle origini della relazione umana con il papavero da oppio – probabilmente creato nell’Italia centrale da popolazioni neolitiche palafitticole – e come secondo fulcro di addomesticamento della vite selvatica per ricavare vini autoctoni, indipendenti dal fulcro caucasico classicamente riconosciuto come luogo originario della viticoltura. E sempre in Italia sono state ritrovate le più antiche testimonianze europee di canapa.
Nel corso della conferenza verrà data particolare attenzione all'archeologia delle fonti psicoattive mediterranee e dell'idromele — quest'ultimo probabile inebriante femminile usato nelle Thesmophorie tenute nel santuario di Bitalemi a Gela — e al «Complesso Etnobotanico» dei Misteri Eleusini.

— I prossimi incontri del percorso:

21-22 aprile 2018
WORKSHOP SULLE TECNICHE SICILIANE «ALLA FIMMININA» SUL TAMBURO A CORNICE. Sicilia orientale
a cura di Peppe di Mauro (Piccola Accademia delle percussioni, Floridia)

— 20 maggio 2018
MEMORIE DEL CORPO, DELLA VOCE, DEL RITMO.
Stage esperienziale di intrecci ritmici tra danza, vocalità e percussioni, a cura di Barbara Crescimanno

Ingresso riservato ai soci ARCI. E' possibile tesseramento in sede.
Gli INCONTRI TEORICI del percorso sono ad ingresso gratuito.
I WORKSHOP hanno un costo di 40 €.
Si suggerisce caldamente la prenotazione per i workshop, che sono a numero chiuso, mediante pagamento di anticipo.
I pagamenti possono effettuarsi anche tramite bonifico su c/c di Tavola Tonda IBAN IT83N0501804600000000145568

Per informazioni
389 0561137 oppure 327 2976973
[email protected]
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